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Meduse

Le meduse, appartenenti al gruppo degli Cnidari assieme ai coralli, sono tra gli animali più antichi e affascinanti che vivono nei nostri mari. Si stima, infatti, che esse non si evolvano sin dalla loro prima apparizione sulla terra, risalente a circa settecento milioni di anni fa. Il loro corpo è composto per il 98% di acqua ma sono note per la capacità urticante dei loro tentacoli e, a causa del riscaldamento globale, si stanno moltiplicando e diffondendo senza controllo anche nel Mar Mediterraneo. Tra le più comuni troviamo la Pelagia noctiluca, la Carybdea marsupialis, la Rhopilema nomadica, la Cassiopea andromeda, la Drymonema dalmatium, la Aurelia aurita e la Chrysaora hysoscella.

I tentacoli delle meduse contengono le cnidocisti, piccoli organi urticanti che rilasciano un veleno utile a difendersi dai predatori e a paralizzare potenziali prede. Una volta venuti a contatto con una medusa avvertiamo immediatamente dolore, la pelle si arrossa e sentiamo un forte senso di bruciore.

Cosa fare?

Meduse La prima cosa da fare è uscire dall’acqua mantenendo la calma;

Meduse Occorre sciacquare la parte colpita con abbondante acqua di mare per diluire la tossina non ancora penetrata e rimuovere dalla pelle parti di medusa rimaste attaccate;

Meduse Se necessario, rimuovere gli ultimi filamenti di tentacoli rimasti utilizzando una semplice pinzetta;

Meduse È bene tenere per qualche tempo al caldo la parte interessata;

Meduse Applicare sulla parte colpita un gel astringente al cloruro di alluminio (reperibile in farmacia) per bloccare la diffusione delle tossine e lenire la sensazione di prurito.

 

Cosa non fare?

Meduse Non raschiare le cellule rimaste sulla pelle utilizzando un supporto rigido, una tessera ad esempio, questo provocherebbe solo un maggior dolore ed un rilascio ulteriore di veleno;

Meduse Non applicare del ghiaccio poichè l’abbassamento della temperatura permette al liquido urticante di conservarsi più a lungo;

Meduse Non sfregare la zona dolorante con la sabbia poichè in questo modo invitiamo le cellule ancora presenti a reagire rilasciando una maggiore quantità di veleno;

Meduse Non applicare ammoniaca o alcool, non solo non è utile ma rischia di infiammare ulteriormente la zona interessata;

Meduse È anche il caso di sfatare un mito: l’urina non funziona. Nel migliore dei casi potrebbe tornare utile per diluire il veleno, esattamente come farebbe l’acqua, ma potrebbe anche scatenare una reazione più aggressiva delle cellule peggiorando la situazione.



Montebello21 ✓ Alert Le informazioni riportate hanno esclusivamente scopo informativo e in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Si raccomanda quindi di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o degli specialisti più idonei.

La Maddalena
Archipelago

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